Le Case a 1 euro in voga da qualche anno, i progetti dei comuni che svendono i patrimoni immobiliari con base d’aste a 1€: sono già molte le iniziative dove vengono svendute le case dei centri storici.

In molte regioni lungo la dorsale appenninica, a un’ora dalle località turistiche e alla stessa distanza dalle coste, li dove sorgono antiche cittadine ormai abbandonate o divenute località dormitorio lontano dal caos cittadino, sorgono i dilemmi di come ripopolare quei centri abitati ormai vuoti. In quei piccoli comuni di provincia, ridotte all’osso senza più servizi o vittime di svuotamento migratori o eventi tragici come passati terremoti, sono state messe in vendita case a 1 euro, operazione che raccoglie in breve tempo i risultati voluti, firmando numerosi atti di compravendita. Perché intere comunità ignare degli obblighi soprattutto di stranieri anglofoni doltre oceano o del nord Europa, che vedono tale operazione un’occasione da non perdere.

Le amministrazioni guidate dalle esigenze indotte dalle crisi si vedono costrette a scrollarsi di dosso centinaia di immobili fatiscenti, insostenibile patrimonio immobiliare da rendere agibile al più presto e da mettere e mantenere in sicurezza, sin da subito si cerca in qualche modo di liberarsene, le emergenze su emergenze da decenni hanno svuotato i nostri centri storici, sopratutto nei vincolati centri di interesse, dove nessuno vorrebbe andarci a vivere, perché inerpicati e scomodi, irraggiungibili dalle modernità, li dove i servizi distano anche chilometri, le attività delocalizzate in moderne e lontane aree, liberarsene subito diventa una delle priorità amministrative, in primis quella di recuperare le ampie porzioni di territorio ormai disabitato. “Anche nei comuni che hanno subito gli effetti diretti e indiretti dei terremoti, li dove hanno delocalizzato, hanno dichiarato zona rossa e interdetta l’abitabilità, costretti all’isolamento geologico etc, per cui si mettono all’opera per riattivare le procedure necessarie per ricevere i finanziamenti comunitari per le ricostruzioni dei singoli immobili o in aggregato edilizio”.

Ma non solo tale mole di lavoro, col passare degli anni diventa sempre più insostenibile, anche perché le passate amministrazioni comunali hanno dovuto effettuare una serie di scelte al momento opportunistiche, spostando e delocalizzando il centro, per avere una situazione abitativa migliore. “lo spreco di risorse pubbliche spese solo per mapparecensire tutte le abitazioni ormai abbandonate, dopo anni di lavori e piani regolatori periferici, solo con la presa visione a distanza di decenni si sono accorti che gli immobili disabitati superano il 40% del loro tessuto urbano, per lo più composti da edifici fatiscenti di poca valenza storica o cattivo orientamento, quindi oggi totalmente abbandonati”.

In molti casi è quasi impossibile risalire agli effettivi proprietari, visto che spesso “ci sono immobili che risultano intestati a cittadini deceduti il secolo scorso, e le successioni non sono nemmeno mai state aperte, in altri casi i proprietari intestatari erano nati nella fine del 1800. Per superare queste difficoltà in più ripartizioni amministrative del passato, si è provveduto a espropriare gli immobili trovando gli eredi da generazione emigrati”.

Così dopo decenni di dissesto fallimenti sono partite le diffide ai proprietari degli immobili abbandonati per chiederne la messa in sicurezza. “In questi casi gli eredi restii hanno risposto che non c’é l’interesse o la disponibilità economica a intervenire su questi edifici di poco conto quindi abbandonati ”.

La scelta di puntare sulla vendita di case a 1 euro sembra la soluzione in grado di risolvere il problema accontentando tutte le parti: proprietari (che così si liberano di un problema), il Comune aggravato da tali responsabilità e i potenziali acquirenti stranieri.

Cosi che le amministrazioni comunali deliberano il bando per la vendita di case a 1 euro e “in breve tempo vengono effettuati gli atti di compravendita da stipulare simbolicamente proprio in Comune”.

Chi acquista, si impegna ad effettuare entro 3 anni i lavori di messa in sicurezza e, cosa da non sottovalutare, potrà accedere ai bonus e quindi beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalle leggi vigenti. Inoltre, chi acquista può decidere, senza nessun tipo di vincolo imposto dal Comune, se adibire a uso commerciale o residenziale le proprietà.

bandi aperti per le case a 1 eurosul mare o in montagna, sono sempre di più in Italia. Andrebbe redatta una mappa per capire dove sono gli immobili in svendita nei nostri centri storici dei borghi e come funziona la documentazione e la modulistica necessaria per le offerte.

Il progetto di case a 1 euro a Cammarata, in Sicilia, rappresenta quasi un unicum in tutta Italia. In questo borgo, infatti, il comune collabora con un’associazione di giovani professionisti che hanno deciso di impegnarsi per salvaguardare il centro storico del loro paese natale.

Il progetto case a 1 euro sbarca in Sicilia per raggiungere Castiglione, un borgo  alle pendici dell’Etna e affacciato sulla splendida valle dell’Alcantara. Ma quelle promosse dall’amministrazione comunale sono in realtà tre iniziative che hanno lo scopo di ripopolare il borgo salvandolo dal degrado e dall’abbandono. Castiglione di Sicilia è il capoluogo e borgo storico di un territorio che comprende sei nuclei abitativi e si estende fino all’Etna e alle gole dell’Alcantera. Il borgo è un presepe di case arroccate l’una sopra l’altra, ricco di monumenti, viuzze che si intrecciono, piazze con palazzi nobiliari e una cupola bizantina dichiarata monumento di interesse nazionale.

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