E’ l’ora delle scelte responsabili.

Pubblicato: 27 aprile 2016 in Cultura, Notizie e politica, Organizzazioni

Comunità del Comitato Centro Storico di Calitri convocata l’Assemblea dei Soci per il 2 maggio

Per lunedì 2 maggio è convocata l’ assemblea del Comitato Centro Storico di Calitri  per procedere alla programmazione dei lavori  del Comitato e dei metodi di Gestione, in oltre da propria competenza l’approvazione di bilancio. Nell’aiutare al gruppo amministrativo del suddetto comitato territoriale, e che facciano con celerità e senso di responsabilità le scelte migliori , vorrei ripercorrere con tutti voi qui di seguito , in sintesi, la storia dei dieci  mesi e passa dell’ente  che ha acceso entusiasmi  e speranze  di  straordinario motore di sviluppo tutela e rinascita del nostro centro storico. Anche se agli occhi dei molti soci e simpatizzanti così non è stato. E negli ultimi ha perduto capacità di programmazione  nonché  determinazione ed efficienza nella gestione. Urge riprendere lo spirito degli inizi e ricreare entusiasmo, attese  e fiducia negli abitanti di questo borgo. Compito questo, che spetta soprattutto alle nostre idee, che sono, o dovrebbero essere, le idee più fattibili  e rappresentative del piccolo territorio…

“Riscoprire per rivalutare”: è questo lo slogan con il quale, l’estate scorsa iniziammo la battaglia  per la sensibilizzazione del Centro Storico e successivamente anche del Borgo. Vi ricordate quel primo incontro sotto il comune, non eravamo in pochi (semplici cittadini, lavoratori, artisti, ambientalisti convinti, intellettuali di frontiera, politici avveduti, amministratori lungimiranti e sensibili), ma soprattutto determinati. Ed intendevamo evidenziare una specificità del Centro Storico da proteggere, che poteva contare su di un processo di attivismo, tanto perfetto quanto raro, tra i vicoli lungo itinerari ricchi di memoria storia e di bellezze paesaggistiche, inimmaginabili e spesso sconosciuti stesso agli stessi concittadini, rimasti spesso a bocca aperta mettendo a confronto il degrado e le potenzialità da noi raccontate. Altro che turismo: Borgo castello -piazzetta san Michele -Piazza la Repubblica – la torre di nanno- salita ospedale – la stessa strada del mercato, via De Santis, via san Vito, via convento – di via san Canio e scale di san Michele – Scalette l’Addolorata; lo stesso palazzo Berrilli – via Ruggiero – vicoletto Cicoira ; Via Metallo – l’ostaggio di via Del Re- i saccheggi di via Maffucci – l’abbandono totale di via Stanco – via Buccolo via Tozzoli e le sue cementificazioni stratificate. Ci si poteva scrivere un romanzo sulle vicende di quelle stratificazioni cementizie. E venne l’invasione dei piccioni, dei cani da passeggio e la legittima insoddisfazione di quanti si prefiguravano un assetto  ed un futuro diverso del centro storico e con la rabbia degli abitanti, che alimentarono dei falsi pregiudizi sulla nascita del comitato, forse vittime del terrorismo psicologico indotto dalle campagne elettorali passate, quali tornaconti, da proteggere c’è solo un territorio totalmente abbandonato a se stesso, o quasi, c’è sempre qualche associazione o ente che con un solo evento all’anno qui organizzato, si sente unico padrone e tutelante, caratteristica che  distingue il nostro comitato che lo mette al centro  unico di un’area da proteggere del nostro piccolo Paese, per la delicatezza degli interventi quasi del tutto sociali, per il rapporto equilibrato uomo-ambiente, per la tutela ed il  rilancio delle attività culturali, per il recupero degli antichi usi, per la valorizzazione del centro storico e delle piccole chiese interne, per l’esaltazione della ricca e varia architettura minore dei suoi palazzi. Dei nostri Nonni; chiese e luoghi sacri, come eremi, testimoni  della nostra storia unica e straordinaria, anche se non opportunamente divulgata spiegata e conosciuta, dei luoghi benedettini;  dimore gentilizie, castello, fortilizi, cappelle di montagna e torri di difesa,  tasselli di un ricco mosaico contenenti le figure di passati baroni e vicende di un popolo, tra rivoluzionari temerari e tiranni, briganti e popolane. E, ancora, i luoghi sacri da scoprire e togliere dal mito: San Pietro, chiesa Madre e san Rocco , le chiese scomparse da riscoprire tramite ricerche storiche raffigurazioni o scavi archeologici, ma anche gli usi e costumi della civiltà contadina, i mille mestieri dell’artigianato; ,.infine,. Questi ,e non solo questi ,i tesori contenuti nello scrigno Centro Storico, per non parlare di quelli del  versante Commerciale, Artigianato, Artistico, anche enogastronomici e ristorazione.

Passo fondamentale del Comitato è quella di Sentinella, controllore e denunciare, custodi di un Museo a cielo aperto unico del suo genere, senza eguali , che ci invidia l’intera Irpinia, provincia, regione, anzi Europa…
…un patrimonio di  arte, di storia, di cultura, di pregi ambientali da immettere nel circuito  virtuoso dell’offerta  turistica; un patrimonio da spendere e no svendere sui mercati,  attivando rapporti fecondi di collaborazioni con le scuole e gli enti culturali, attirando tra queste grotte istituzioni ed intelligenze di spessore, anche a livello nazionale ed internazionale se necessario, nella consapevolezza  che i nostri piccoli vicoli possano diventare oasi di   vivibilità serena, e dell’immediato futuro, diventare luogo rifugio dell’attuale società in fuga dallo smog e dello stress delle città.
Peccato che le istituzioni, economisti imprenditori non abbiano colto appieno la forza dirompente di rivoluzione positiva che il Comitato ha in sé. Colpa gravissima di tutti soci o quasi, di me stesso a  cui ne è stata  affidata parte della gestione, data da una inadeguata competenza amministrativa, che ho gestito l’ economato del Comitato compresso tra inesperienza e incompetenza, nell’ottica della gestione selvaggia, sono un’artista non ragioniere, ad esempio necessita scegliere guardando alla professionalità no al merito…

Si, anche questa è politica ma distinguiamoci per preparazione, professionalità , serietà   ed eticità…

Se continuiamo a lasciarci andare a questi vizi rischiamo di  costellarci di inadempienze ed appesantirci da nuovi flop o ancor più disastri organizzativi, e non chiedo subito un serio processo di trasformazione, rielezione o riforma dello statuto, nonché un nuovo stato di interesse, di partecipazione attiva, da tenersi nelle attività o al momento della designazione dei compiti nei gruppi lavoro. Ora  si va diritti al completamento delle programmazioni degli eventi e attività da svolgere per quest’anno. Spero e mi auguro fortemente che non si faccia melina e non si sollevino polveroni e pretesti per inutili e dannosi rinvii. Data la situazione delicata, nessuno ha voglia di boicottare, men che meno gli abitanti del centro storico, che sono stati già ridicolizzati e sbeffeggiati abbastanza. E mi sia consentita un’ultima considerazione: per gestire il Comitato, con le caratteristiche uniche e irripetibili del nostro, occorrono scelte di alto profilo. Nel gruppo ci sono intelligenze e professionalità utilizziamole. Tra consiglieri e non, che possano consentire di volare alto e dare una spallata decisiva allo sviluppo della nostra comunità. Che la scelta sia quella giusta, al di fuori della logica asfittica del piccolo interesse di partito. Se così non fosse questo è un  grande progetto di rilancio, è un’irripetibile occasione di sviluppo di un intero comune, partendo da un piccolo centro storico posto a Sud, ma non da sottovalutare o altrimenti si arenerebbe l’intera comunità nel pantano del più gretto provincialismo politico e culturale.

BUON LAVORO!!!

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