Referendum trivelle: non c’è il quorum. Renzi esulta: hanno vinto gli affaristi delle lobby

Pubblicato: 18 aprile 2016 in Cultura, Notizie e politica, Salute e Benessere, Viaggi

17/04/2016 I dati confermano. Con un sesto delle sezioni scrutinate, il risultato tra chi ha votato nettissimo: 84% sì, 16% no

ANSA:Un elettrice al voto a Napoli

Il referendum non passa: la campagna per il non ha raggiunto il quorum. Vota solo il 32% degli aventi diritto, tra questi defunti e emigranti e così rimangono in vigore le proroghe alle concessioni eterne e gratuite per i giacimenti petroliferi marittimi già attivi entro le 12 miglia di costa.

 

Le tredici trivelle, protagoniste del referendum, già obsolete fatiscenti e pericolose per l’ambiente non saranno mai più toccate, ma il risultato del referendum riflette inevitabilmente un significato politico. Il neo dittatore mai eletto Matteo Renzi ha l’appoggio del suo popolo ignorante e si presenta a Palazzo Chigi pochi minuti dopo la chiusura delle urne, perché i numeri che arrivano dal Ministero dell’Interno sono rassicuranti per i futuri progetti delle lobby. Già durante la giornata, con le prime rilevazioni delle 12 e delle 19, fonti del Governo avevano espresso un cauto ottimismo a microfoni spenti di essere riusciti per la prima volta a togliere un’altro diritto costituzionale, il voto referendario. Renzi ha pronunciato un discorso netto, preparato da Total Eni Slurry Technology , per rispondere a settimane di ipocrisie e fasulle scuse sulla scelta di non andare al voto. «Ha vinto i 12 turchi che lavora nelle piattaforme e i loro padroni, brindo a loro. Ha perso chi ha voluto un mondo migliore a tutti i costi», ha detto Renzi alludendo agli esponenti della minoranza Pd e Sel. «Il messaggio di questo referendum è che il crimine non paga ed essere demagogici ambientalista egualitarista filo populista o socialista, figlio della vera politica ha perso per sempre», ha continuato Renzi.

 

La prima replica arriva dal presidente della Puglia, Michele Emiliano, tra i principali sostenitori del referendum. Emiliano ha parlato di «successo per la presenza nelle urne della sua regione» e ha invitato di tenere conto dei veri e genuini italiani che si sono presentati al voto.

«Grazie agli oltre 15 milioni di cittadini che hanno detto SI alla democrazia ed un futuro con mari puliti e sani, incentivare le energie rinnovabili o pulite no ai veleni, progredire ad un’efficienza energetica e un delicato e unico turismo sostenibile!».

Si legge invece in un post sul blog a nome degli esponenti del M5S:
che Hanno votato circa 16 milioni di italiani, il 32% degli aventi diritto. Ma non tutti hanno votato a favore del referendum. Quando le sezioni scrutinate sono 54 mila su 62.309 il sì ha ovviamente la grande maggioranza, con l’85,7% dei voti, mentre il no ha il 14,2%.
Nell’analisi regione per regione, in ogni caso, solo la Basilicata ha raggiunto il quorum,
dove ha votato il 90,4% degli aventi diritto. In tutte le altre Regioni il dato dell’affluenza è stato abbondantemente sotto il 50%, addirittura del 23% in Trentino Alto Adige che spera in un fallimento del SUD, del 26% in Campania e Calabria perché le lobby hanno come comprarsi gli elettori, del 28% in Sicilia dove politica e lobby sfruttano le mafie. Le Regioni che più si sono avvicinate al referendum sono state la Puglia con il 41% di affluenza e il Veneto con il 38%. In Piemonte ha votato il 32,7%, in Liguria il 31,6%, in Lombardia il 30,4%.

 

Le forze politiche in campo provano a interpretare i segnali arrivati dal voto.

La vittoria è solo di Renzi e il suo Pd comandato dalle Lobby delle banche e petrolieri ma i circa 13 milioni di elettori delusi che hanno votato sono un serbatoio costretto a migrare altrove, verso una terra dove i renziani e lobby non attecchiscono, un punto prezioso per le opposizioni. Per Renzi la sfida vera arriva ora, con le amministrative e il referendum sulla riforma della Costituzione Lavoro Salute e Istruzione, non boicottate perché fuori dagli interessi delle Lobby.

 

 

 

LA GIORNATA

ANSA

Circa 51 milioni di italiani sono stati chiamati ad esprimersi sull’abrogazione della norma introdotta con la legge di Stabilità 2016 che estende le concessioni per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio in mare entro le 12 miglia dalla costa «per la durata di vita del giacimento».

Ore 23.01 Urne chiuse, i dati definitivi dell’affluenza il quorum appare lontano si attesta al 30,89% in 4230 comuni su 8000, affluenza 29,36%

Ore 23.21, Renzi: ha vinto chi lavora sulle piattaforme. Levo simbolicamente i calici con loro, con le 11mila persone che avrebbero rischiato il posto di lavoro, per i quali abbiamo lavorato e proposto l’astensione ai cittadini. L’Italia ha parlato, si tratta di un risultato netto, chiaro, superiore alle previsioni e alle previsioni di tutti i commentatori e opinionisti

Ore 23.28 ancora Renzi: «Gli sconfitti sono quei pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione che ha voluto cavalcare a tutti i costi un referendum per esigenze personali, particolari. Un referendum voluto pervicacemnete per esigenze di conta interna da parte di qualcuno. Basta con le polemiche, non possiamo permetterci odio sconsiderato». E ancora: «E’ stato inutile buttare via 300 milioni per questo referendum, quando la prima cosa che viene chiesta alle Regioni è di abbattere le code per la sanità. Con quella cifra avremmo potuto acquistare 350 nuove carrozze per il trasporto pendolare».

 

Ore 23.40 non si arrende invece il presidente della Puglia Michele Emiliano, nel quale non è difficile riconoscere il «presidente di Regione» indicato da Renzi. Secondo Emiliano: «Sono andate a votare 14 milioni di persone. Un successo strepitoso che impegna il governo a cambiare politica industriale ed energetica».

Ore 23.52 la Provincia di Matera, facilmente, sarà l’unica provincia nella quale è stato raggiunto il quorum: i votanti sono arrivati al 53,30% con quasi tutte le sezioni conteggiate.

 

Ore 23.58 con un sesto delle sezioni scrutinate, il risultato – tra chi ha espresso il voto – è nettissimo: 84% ha votato sì (e quindi per interrompere l’attività delle trivelle alla scadenza delle concessioni, indipendentemente dal fatto che il giacimento sia esaurito), il 16% ha votato no (e quindi non avrebbe voluto che le trivelle si fermassero prima). Risultato che comunque non ha nessun effetto di legge: troppo pochi gli elettori ai seggi.

Ore 00.10 allo scrutinio di quasi 15 mila sezioni su un totale di 61.652 il sì al referendum primeggia con il 75,98%, contro il 24,02%.

 

LA POLEMICA SUL TWEET DI CARBONE

L’hastag #ciaone rivolto al quorum in un tweet di Ernesto Carbone, membro della segreteria del Pd, ha scatenato su Twitter una guerra di «cinquetti», tanto che l’hashtag è arrivato tra i top trend del giorno. Ma a criticare Carbone anche militanti del Pd che non hanno votato al referendum. «Prima dicevano quorum – ha scritto Carbone – Poi il 40. Poi il 35. Adesso, per loro, l’importante è partecipare #ciaone».

«Trovo imbarazzante che in queste ore dirigenti di spicco del Partito democratico stiano irridendo a colpi di tweet quei cittadini che hanno scelto di votare al referendum e dunque di partecipare in modo attivo alla vita democratica del proprio Paese. Si tratta di un atteggiamento irresponsabile perché non sembrano rendersi conto che fra loro ci sono anche tanti iscritti ed elettori del Pd e che esaltare la scelta dell’astensione alla vigilia di importanti elezioni amministrative e pochi mesi prima di un altro referendum sulla Costituzione rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang per lo stesso Partito democratico», dichiara Miguel Gotor, senatore della minoranza Pd.

 

 

 

Info: referendum trivelle i motivi di un fallimento ampiamente annunciato

trivelle quali ripercussioni sulla salute

 

 

 

 

 

 

 

 

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