(Calitri Sponz Fest). Tutti «sponzati» allo sposalizio di Vinicio

Pubblicato: 1 settembre 2013 in Senza categoria

Calitri Sponz Fest

Attaccati alle transenne che affacciano sul concerto, su, dentro il borgo vecchio, c’è già una lunga striscia di persone che stringono la rete di protezione e guardano, ascoltano dall’alto verso il basso il concerto. Spulciando tra le braccia e le nuche delle persone, si intravede già cosa, laggiù, ci aspetta.

All’inizio dello stradone d’asfalto, ormai scesi in strada, dove, qualche decina di metri più avanti, dietro un mucchio di case, c’è la festa, la piazzetta è invasa da una marea di gente: il maxi schermo trasmette immagini e suoni del concertone poco più in là. Si fa giusto in tempo a perdere l’eco del concerto vero e a riuscire ad ascoltare quello proiettato attraverso i diffusori montati attorno al telo dello schermo.

Lo SponzStaff

Lo SponzStaff

Proviamo a scendere, ma la gente è già in visibilio, è già tanta. Molti ragazzi stringono in mano bicchieri di vino, altri stanno ancora sopraggiungendo, con buste intere piene di bottiglie di vino. E’ impossibile penetrare la folla, è impossibile continuare.

Vinicio canta, salta, dà un sorso al suo bicchiere di vino. Bisogna sponzare, bisogna sudare, bisogna stare in ammollo, bisogna ammorbidirsi. E’ l’atmosfera di uno sposalizio, di un matrimonio. E’ l’atmosfera per cui, Vinicio stesso, ha costruito e messo in piedi questa tre giorni, a Calitri. Un nome, Calitri Sponz Fest, che già la dice lunga. L’atmosfera che oramai da anni Vinicio ricerca riproponendo nelle piazze vecchie canzoni e filastrocche insieme alla Banda della Posta.

E’ un successo ed un tripudio di pubblico, di entusiasmo. La sera prima è stata la volta della Quadriglia di Caposele, suonata da Tonuccio Corona. Ed è stata, appunto, la celebrazione assoluta della musica da sposalizio, fortemente voluta da Capossela. Ed è proprio Tonuccio Corona che ritorna ancora in scena, stasera, insieme a Vinicio. Alle grida di «all’incontré, vai passé!». E Vinicio non si sottrae, è divertito, è entusiasta. La gente, la lunga fiumana di gente, salta, balla, è in visibilio.

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Si impiega poco a capire che questo Calitri Sponz Fest è stato un evento massiccio, imponente, che ha fatto il botto. Originale, nuovo, che mescola sapientemente tante tradizioni e che profuma di Irpinia e di storia d’Irpinia. Bisogna allora ritenersi fortunati, oltre ad essere irpini, ad avere un patrimonio irpino come Vinicio Capossela, che ha messo da parte l’abito borghese e fama e successi e si è precipitato a Caltri, dove è tornato a raccogliere ciò che erano le proprie origini, ciò che era la sua storia e la storia di questa terra, l’ha rispolverata e l’ha riportata in alto, dove meritava di stare. Senza avere paura o timore di riproporre tutto come nasceva, in filastrocche, in ritmi tradizionali, in tarantelle, in polke, in mazurche. Ad uno come Vinicio, più che un concerto, io gli farei una statua.

 

 

Fonti: http://iohounsogno.wordpress.com/2013/08/31/calitri-sponz-fest-tutti-sponzati-allo-sposalizio-di-vinicio/  Donato Gervasio

Io ho un Sogno

Le pietre del borgo corrono lungo il lato sinistro della strada di fronte a cui le luci del palco illuminano i volti e i sorrisi della gente. Le transenne proteggono il castello e le stradine impolverate del vecchio borgo di Caletrum. E’ un fiume di gente, che riempie gli spazi come una colata di cemento.

Per raggiungere il concerto di Vinicio Capossela bisogna girare attorno al palco, salire, attraversare il vecchio borgo di Calitri e riscendere giù. Attaccati alle transenne che affacciano sul concerto, su, dentro il borgo vecchio, c’è già una lunga striscia di persone che stringono la rete di protezione e guardano, ascoltano dall’alto verso il basso il concerto. Spulciando tra le braccia e le nuche delle persone, si intravede già cosa, laggiù, ci aspetta.

All’inizio dello stradone d’asfalto, ormai scesi in strada, dove, qualche decina di metri più avanti, dietro un mucchio di case, c’è la festa…

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