Morti di Tumori in Campania… Secondo il ministro della sanità sono solo suggestioni

Pubblicato: 29 giugno 2013 in Cultura, Notizie e politica, Organizzazioni, Salute e Benessere, Viaggi

Tumori in Campania? Ma imparate stili di vita più sani, piuttosto!

 

Popolo campano e napoletano, popolo della terra dei fuochi, è ora di dire basta al vittimismo che ti affligge e di cui sei protagonista.

Basta con le lamentazioni sulla incidenza di tumori più alta della media nazionale, nella tua terra! Basta con le lamentazioni sui rifiuti tossici e sull’amianto a cielo aperto! Basta con le critiche sui fanghi tossici provenienti dalle aziende padane e che da anni contamina i tuoi frutteti e le tue bufale!

Basta con questi preti che vogliono fare i salvatori della cittadinanza, pensino a dire messa,  e soprattutto assumi stili di vita più sani e consoni ad un popolo civile.

Se credi che il cancro dipenda dalla diossina che respiri da mattina a sera, pensa a fumare meno sigarette..

Se credi che dipenda dall’amianto che inali, prova a chiederti se non è forse a causa dei“puparuoli mbuttunati” o del panuozzo di gragnano  o del tarallo nzogna e pepe o del micidialeper e o muss acquistato nella caotica Montesanto, che ti ammali di cancro.

Lo ha ribadito anche il nuovo ministro Lorenzin: “C’è un comitato al ministero per lo studio delle aree con maggiore criticità, ma bisogna non lasciarsi suggestionare e attenersi all’evidenza scientifica che viene da questi studi. Ci sono altre questioni sanitarie in queste zone che dipendono anche dagli stili di vita dei campani“.

Quindi assumi stili di vita più morigerati, del resto che vuoi che sia qualche migliaia di tonnellate di scorie tossiche sotto al tuo deretano su, non esageriamo. Al massimo sarà qualche blatta ad ucciderti.

 

Ministro Lorenzin: “Tumori in Campania? Altre le emergenze che dipendono da stili di vita”

 

Giornata di tensione a Napoli, dove il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha incontrato i rappresentanti dei comitati anti-dicariche. Disoccupati organizzati e sindacati si sono uniti alla protesta dei cittadini che richiedono a gran voce la bonifica dei territori inquinati. Il predecessore della Lorenzin, Renato Balduzzi, aveva stigmatizzato gli “stili di vita” dei napoletani come causa dell’incremento dei tumori in Campania, a questa precisa domanda, la Lorenzin spiega: “C’è un comitato al ministero per lo studio delle aree con maggiore criticità, ma bisogna non lasciarsi suggestionare e attenersi all’evidenza scientifica che viene da questi studi. Ci sono altre questioni sanitarie in queste zone che dipendono anche dagli stili di vita dei campani”.

“Tumori in Campania, non è colpa dei rifiuti” e gli attivisti inseguono il ministro Balduzzi

 

Il ministro della salute, Renato Balduzzi, interviene a una conferenza stampa ad Aversa, in provincia di Caserta, per presentare un nuovo studio sulla mortalità per tumore in Campania. Dati drammaticamente in aumento rispetto la media nazionale, ma l’analisi non collega l’incidenza delle neoplasie alla presenza di sversamenti di rifiuti tossici. Sarebbero l’obesità e il cattivo stile di vita dei campani, in particolare in provincia di Napoli e Caserta, a causare l’incremento delle patologie. Protestano i Medici per l’Ambiente, secondo cui i dati sono falsati: “Si basano sullo studio Sebiorec, che analizza soltanto 86 campioni di latte materno… non rappresentativi del totale dei campani” urla il dott. Antonio Marfella dei Medici per l’Ambiente. Obesità e cattva sanità, ovvero centinaia di strutture sanitri, secondo quando rivelato dal Ministro, non fornirebbero un’adeguata cura ai propri pazienti. “Non può essere dimostrato il nesso causale tra la presenza di sversamenti di rifiuti e l’incremento delle patologie tumorali” afferma il ministro sullo dtudio. Le risultantze fanno infuriare gli ambientalisti, radunati sotto al Comune di Aversa per protestare, che inseguono il ministro urlandogli “Vergogna”.

 

La Campania dei veleni – Cap3: Tumori e rifiuti

 

Decine di studi attestano i danni che lo sversamento illegale di rifiuti e la diossina dei roghi tossici provocano nelle popolazioni di Napoli e di Caserta. Dal primo lavoro pubblicato dal dott. Alfredo Mazza sulla prestigiosa rivista scientifica Lancent Oncology nel 2004, fino agli ultimi dati forniti dal dott. Maurizio Montella del Pascale di Napoli, il quadro che viene delineato è drammatico: aumento della mortalità per tumore che raggiunge picchi del 40% in alcuni comuni del napoletano-casertano. L’avevano chiamato “triangolo della morte” facendo coincidere i suoi confini con le città di Acerra, Nola e Marigliano. Successivamente, la linea si è allargata e oggi abbraccia centinaia di comuni. In Campania, nonostante la popolazione sia la più giovane d’Italia, la prospettiva di vita è di due anni inferiore a quella di altre città. L’incremento delle patologie tumorali avviene in zone altamente de-industrializzate, in campagne e terre dove per trent’anni camorra e politica corrotta hanno scaricato i rifiuti provenienti dal nord Italia, permettendo a imprenditori senza scrupoli di abbattere i costi di produzione e poter concorrere sui mercati internazionali. Alfredo Mazza pubblica nel 2004 il lavoro “Italian Triangle of death linked to waste crisis” su The Lancet Oncology. Le conclusioni dello studio sono allarmanti, con picchi di mortalità per una serie di tumori proprio nei comuni dove si registrano gli scarichi illeciti di rifiuti e il fenomeno dei roghi tossici. Il lavoro genera clamore, costringendo la Protezione Civile a finanziare una serie di studi dell’Istituto Superiore di Sanità (costola dell’Oms) definiti “Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana”. Dati allarmanti ma incerte conclusioni: non è possibile dimostrare in modo diretto il legame tra discariche illegali e aumento della mortalità per tumore in Campania. Nel 2010, il ricercatore Antonio Giordano -fondatore dello Sbarro Institute negli Stati Uniti- continua il lavoro cominciato da suo padre quarant’anni prima in Campania ed effettua studi che bypassano lo stallo della mancanza di un registro tumori in Regione. Utilizzando le schede di dimissione ospedaliera, il team messo in piedi da Giordano riesce a dimostrare l’incremento di tumori alla mammella in età pre-screening nonché un’altra serie di danni che portano il ricercatore a parlare di “dna colabrodo” per chi vive nelle province di Napoli e Caserta. Nell’estate del 2012 arrivano i dati del dott. Montella, che gettano allarme nella popolazione e causano problemi professionali al ricercatore. “Incremento di mortalità del 40% in alcuni comuni di Napoli e Caserta” affermerebbero i dati, proprio in quelle terre dove maggiore è l’esposizione agli sversamenti abusivi. In questo quadro desolante, la legge per l’istituzione di un registro tumori rischia di venire bloccata dalla spendig review del Governo Monti perché sforerebbe il budget assegnato. L’Isde, associazione dei Medici per l’Ambiente, con il dottor Antonio Marfella insorge e organizza una catena umana davanti all’istituto Pascale di Napoli. Il registro tumori è l’unico modo per dimostrare in maniera scientifica il collegamento tra discariche illegali e tumori. Un legame che le istituzioni non vogliono certificare perché aprirebbe la strada a denunce e ricorsi, esponendo penalmente sindaci, presidenti e governatori che non hanno posto in essere nessuna soluzione alla dramma ambientale della Campania negli ultimi trent’anni.

ifo: http://ilazzaro.altervista.org/ministro-lorenzin-tumori-in-campania-altre-le-emergenze-che-dipendono-da-stili-di-vita/

http://youmedia.fanpage.it/video/UOzBS-SwGFlR0qAW

https://youmedia.fanpage.it/video/UFbtBuSw1DXRwmCy

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