Con Antonello Caporale lungo le tratte delle Ferrovie Dimenticate

Pubblicato: 1 giugno 2013 in Cultura, Notizie e politica, Organizzazioni

Il giornalista de “Il Fatto Quotidiano” Antonello Caporale inizia da Avellino il suo viaggio nei territori delle “ferrovie dimenticate”.

Saranno otto le tratte che visiterà per conoscere luoghi, persone, comunità, disgrazie e opportunità con altrettanti racconti che saranno pubblicati questa estate.

La prima è quella che da Avellino giunge a Rocchetta, la Avellino – Rocchetta Sant’Antonio, una delle più antica della Campania, la cui costruzione fu voluta fortemente da Francesco de Sanctis e successivamente da Giustino Fortunato.

«Questa tratta ferroviaria è tra le linee considerate ingiustamente “minori” ed il rischio di chiusura, dopo la sua sospensione avvenuta nel dicembre del 2010, su decisione inopinata dell’attuale assessore regionale ai trasporti della Campania Sergio Vetrella, è nei fatti – sottolinea  Pietro Mitrione dell’associazione in_loco_motivi – Da anni l’associazione sta lottando per un riuso della nostra storica ferrovia Ofantina a favore del territorio che attraversa. Questa linea, completamente automatizzata con sistemi di sicurezza di avanzata tecnologia lungo il cui tragitto sono stati posizionati 120 km di fibre ottiche, attraversa tutti i nuclei industriali localizzati sulla dorsale appenninica dopo il triste terremoto dell’80».

E’ la ferrovia delle acque: attraversa e lambisce in più punti i fiumi Sabato, Calore ed Ofanto.

E’ la ferrovia dei grandi vini docg: attraversa i territori , servendoli con stazioni dei comuni degli areali del Taurasi e del Fiano.

E’ la ferrovia del Parco Naturalistico Regionale dei Monti Picentini.

E’ la ferrovia delle aree a tutela della biodiversità.

E’ la ferrovia dei Borghi: storia, cultura ed identità territoriale.

L’appuntamento con Antonello Caporale è alla stazione ferroviaria di Avellino, anch’essa a rischio chiusura, alle 12 di sabato 1 giugno, ed iniziare un percorso a ritroso nel tempo e negli sprechi e in tutto quello che poteva essere e non è stato per la “Rocchetta”.

Prima tappa:
 Ponte “principe” fra i paesi di Lapio e Taurasi, un capolavoro di ingegneria ferroviaria;
Seconda tappa:
 San Mango sul Calore, paese completamente distrutto dal sisma dell’80, unico nucleo industriale raccordato con la ferrovia;
Terza tappa:
 Lioni la capitale del terremoto;
Quarta tappa:
 Conza della Campania/Calitri presso l’invaso sull’Ofanto nel cuore dell’Irpinia d’oriente.

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