in between… – tra… – între…

valeriu dg barbu

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I am throwing all the clocks in the washer, in the centrifuge
I squeeze the little bit of happiness from the un-ticked seconds on clock faces, I don’t go out
I don’t go out, I don’t go there, where not long from now
I won’t be able to find even a spot of soil
Spared from reinforced concrete
Without a doubt the vegetation will only grow suspended in the air
And all the living creatures will have to have wings
I don’t go inside either, no, those who inhabit me
Are too much into dogmas and they count their inner scars
And muzzle their hearts thinking that love bites and hurts anything it comes across in its path
You find me sitting in between, on the edge of the eye sockets,
Entrances to caves apparently too deep
My feet dangling in the air, kicking cheeks unseen by mirrors

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Il Pd contro se stesso dice no all’abolizione del Porcellum (Wanda Marra).

Triskel182

Contrari 415

IL DOCUMENTO DI GIACHETTI CHIEDEVA IL MATTARELLUM.

Se penso che abbiamo votato alcuni personaggi, faccio come Muzio Scevola e mi taglio la mano”. “Per il gruppo del Pd potrebbe essere un’idea: tutti con le mani tagliate, così si potrebbe arrivare a un voto unanime”. Conversazione tra due bersaniani in Transatlantico. L’oggetto del sarcasmo è il vicepresidente della Camera, il Democratico Roberto Giachetti. Reo di aver presentato una mozione parlamentare in cui chiede l’abolizione del Porcellum e il ritorno al Mattarellum. Proprio mentre la maggioranza presenta una generica mozione sulle riforme, in cui sul sistema elettorale non si dice nulla, mentre si lavora a un accordo sulle modifiche minime alla legge elettorale. O sul Porcellinum, che dir si voglia. Anatemi, scomuniche, pressioni vanno avanti per tutto il giorno. Fino ad arrivare al paradosso finale: il Pd che vota contro Giachetti e dunque contro il sistema elettorale che sosteneva. Mentre M5 e Sel…

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I privilegi dell’ignoranza

La dimora del tempo sospeso

Giovanni Campi
Francesco Carbone

scompaginate pagine & sparsi appunti

“Quadratura del cerchio.
Non si sa cosa sia, ma bisogna alzare le spalle quando se ne parla.”
(Gustave Flaubert, Dizionario dei luoghi comuni)

“Qualunque cosa tentiamo di pensare, e comunque la pensiamo, noi pensiamo nell’alveo della tradizione. […] Soltanto quando, pensando, ci rivolgiamo al già pensato, siamo impiegati per ciò che è ancora da pensare”(1).

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I partiti bloccano il cambiamento.

Triskel182

“Pdl, Pd,Lega, Scelta Civica con Monti gettano la maschera. I rappresentanti della partitocrazia, hanno bocciato al Senato le proposte di Riforma contenute nella mozione del Movimento 5 Stelle.
Sul voto il capogruppo Vito Crimi ha chiesto ed ottenuto voto separato su ogni parte. “In modo da permettere ad ogni gruppo parlamentare di esprimersi in maniera separata su ogni singola proposta. Ma tutte sono state inspiegabilmente bocciate. Hanno gettato la maschera”. Al primo punto il MoVimento 5 Stelle chiedeva “ancora prima di iniziare il percorso di riforme sulle forme di Stato o di governo, di indire un referendum consultivo d’indirizzo con diritto voto esteso ai 16 enni”. Un referendum da svolgere ” su vari punti sull’opportunità di modificare e in quale modo la Costituzione in parti importanti, con un dibattito approfondito anche nelle scuole di almeno 6 mesi”. 

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Festa grande in casa Porcellum

il Simplicissimus

Maiale_in_tavolaAnna Lombroso per il Simplicissimus

Non fidatevi. Cominciata l’era del dopo-Grillo, tutti i diversamente sconfitti, sollevati dal mal comune e soddisfatti dalla ferite altrui, rivendicano di interpretare e rappresentare il sentire comune. Così li vediamo avvicendarsi come nel gioco delle sedie, nei vari talk show, nei porta a porta, nei ballarò a tutelare con il Porcellum i loro posticini, le loro rendite di posizione, i loro benefit, la loro esistenza in vita, anche votando contro le mozioni che hanno poco prima con orgoglio presentate e firmate.

Non fidatevi. Li sentirete dire che  sono costretti dalle larghe intese, dalle alleanza più o meno opache, dagli equilibrismi inevitabili della partitocrazia, della quale sono le prime vittime a occuparsi di queste alchimie. Ma loro invece vorrebbero impegnarsi sui temi che interessano davvero i cittadini, impegnarsi sui fronti di guerra: lavoro corruzione, spesa pubblica, credito, criminalità più o meno legalizzata.

Non fidatevi. Per uno…

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Guglielmo da Saliceto, il chirurgo che reintrodusse il bisturi. 1210.

Italia, io ci sono.

Che la medicina nel medioevo fosse temuta dal paziente, curato a suon di salassi e di intrugli di varia origine, è ormai parte dell’immaginario collettivo. Come tutte le scienze tuttavia, anche la medicina si è arricchita con il tempo di nuove scoperte e di strumenti sempre più precisi e sopratutto utili. L’eredità della grande tradizione medica greca è stata raccolta dagli arabi, che hanno il merito di aver contribuito allo sviluppo della chirurgia. Tuttavia, al posto del bisturi, i chirurghi arabi preferivano il cauterio: un nome orribile usato per descrivere un pezzo di ferro rovente che tagliava la carne assicurando al contempo l’emostasi.

In questo sfondo si inserisce Guglielmo da Saliceto, nato a Cadeo nel 1210. Guglielmo studia a Bologna per diventare medico (physicus), professione associata alla filosofia della natura e nettamente distinta dal chirurgo (empiricus). Il giovane medico non digerisce questa separazione delle…

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