AgriColtura BIO

Pubblicato: 5 giugno 2012 in Cultura, Hobby, Salute e Benessere

AGRICOLTURA BIOLOGICA

L’Agricoltura Biologica è un insieme di tecniche colturali e di allevamento che permettono di produrre cibi senza l’impiego di prodotti chimici di sintesi (salvo quelli specificatamente ammessi dal regolamento comunitario) e organismi geneticamente modificati (OGM ).
In sintesi i principi che la sostengono sono:

STRUTTURA DELL’AZIENDA AGRICOLA TENDENTE AL CICLO CHIUSO E AL RISPETTO
DELL’EQUILIBRIO NATURALE

MANTENIMENTO DELLA FERTILITA’ DEL SUOLO ATTRAVERSO L’USO DI AMMENDANTI E
CONCIMI ORGANICI, LA ROTAZIONE DELLE COLTURE, LE SEMINE DESTINATE AL SOVESCIO E
ALLA COPERTURA PERMANENTE DEL TERRENO

LAVORAZIONI DEL TERRENO NON INVASIVE

RINUNCIA ALL’UTILIZZO DI SOSTANZE CHIMICHE DI SINTESI

ALLEVAMENTO NEL RISPETTO DELLA NATURA DELLE SPECIE E CON UN EQUILIBRATO
RAPPORTO TRA CAPI E SUPERFICIE UTILE

SCELTA E MIGLIORAMENTO DELLE VARIETA’ DA COLTIVARE TRA QUELLE RUSTICHE E
ADATTATE ALL’AGRICOLTURA BIOLOGICA .

L’Agricoltura Biologica in Europa è oggi regolamentata da due normative comunitarie: Reg. (CEE) n° 2092/91 (e successive modifiche e integrazioni) Reg. (CE) n° 1804/99 . Il primo è il documento più importante per quanto riguarda la storia di questo tipo di agricoltura, quello che ha regolamentato per la prima volta la produzione riconoscendola ufficialmente: è relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all’indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. Il regolamento del 1999 è una sorta di “integrazione” al primo per quanto riguarda nello specifico le produzioni animali. Nel giugno del 2007 è stato adottato un nuovo regolamento CE per l’agricoltura biologica, Reg. (CE) n° 834/2007 , che abroga il Reg. (CEE) n° 2092/91 ed è relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici sia di origine vegetale che animale (compresa l’acquacoltura).
A consentire una corretta esecuzione delle disposizioni europee sono stati istituiti degli organismi di controllo autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole: sono enti privati a cui la legge assegna il compito di verificare il rispetto dei regolamenti attuativi da parte delle aziende biologiche e concedere il proprio marchio da apporre alle etichette dei prodotti venduti dall’azienda associata.
All’interno dell’oramai grande contenitore dell’Agricoltura Biologica si inseriscono le esperienze di Fukuoka, della Permacultura del Biodinamico e altre sperimentazioni che hanno come obbiettivo il rispetto della natura e delle risorse sostenibili del pianeta.

Non è detto però il contrario: ovvero non tutti i produttori biologici certificati accolgono o praticano tecniche come quelle sopra descritte. Spesso si limitano a rispettare le norme che gli consentono di ottenere la certificazione.

Alcuni agricoltori, rifiutandosi di inserirsi in un sistema troppo istituzionalizzato e burocraticizzato ed in difesa di un rapporto più diretto con la terra, propongono un’autocertificazione dove è il singolo produttore a garantire per l’integrità del prodotto, dal punto di vista civile e penale.

etichettatura

AGRICOLTURA BIODINAMICA

L’Agricoltura Biodinamica nasce formalmente nel 1924: alcuni agricoltori tedeschi organizzarono un meeting per riflettere sui problemi emergenti dall’agricoltura chimica allora incipiente.
Invitarono per l’occasione Rudolf Steiner , filosofo, ricercatore e fondatore dell’Antroposofia, a divulgare le sue prime sperimentazioni.

In quell’occasione vennero gettate le basi per una concezione olistica dell’azienda agricola sita in stetta relazione non solo con l’ambiente circostante ma con la Terra intesa come organismo vivente ed infine con il cosmo nel suo complesso, pianeti e costellazioni compresi.
In piena sintonia col pensiero antroposofico e con le correnti esoteriche del Novecento, anche l’approccio agricolo ricercava e ricerca tutt’ora nel micro cosmo il macro cosmo e viceversa.

La complessità delle relazioni che si intrecciano in ogni organismo vivente è l’oggetto dell’attenzione e della sperimentazione in biodinamica, tanto che l’approccio viene considerato un metodo scientifico – spirituale.

L’aspetto scientifico viene sottolineato dalla mole di sperimentazioni, condotte anche in collaborazione con istituti universitari, che sin dall’inizio corredano l’approccio metodologico. L’aspetto spirituale è visibile nell’attenzione verso gli aspetti evolutiviche devono possedere i prodotti biodinamici in termini non solo di qualità chimica ma anche di qualità energetica.
In estrema sintesi gli strumenti adottati dall’Agricoltura Biodinamica sono:

LE ROTAZIONI AGRICOLE

I PREPARATI BIODINAMICI

IL COMPOSTAGGIO SIA IN CUMULI CON I PREPARATI BIODINAMICI O CON TRATTAMENTI DI SUPERFICIE

IL CALENDARIO LUNARE E PLANETARIO PER LE SEMINE E PER LE OPERAZIONI COLTURALI

LE LAVORAZIONI NON DISTRUTTIVE DEL TERRENO

LA CONCIMAZIONE DI QUALITA’ ATTRAVERSO SOVESCI PARTICOLARI E CONCIMAZIONE CON COMPOST BIODINAMICI

uomo antroposofico

Sicuramente tra gli aspetti più affascinanti dell’Agricoltura Biodinamica vi è la relazione stretta col pensiero Antroposofico  e col tentativo di mettere in relazione micro e macro cosmo.
L’analogia uomo – pianta è tra le più famose ed interessanti: l’uomo appare, nel pensiero steineriano, come capovolto rispetto alla pianta.
Entrambi presentano una tripartizione: testa / radice con caratteristiche di durezza e rigidità;torace / foglie dove la respirazione, il movimento consentono la vita; addome e membra / fiore con organi molli e legati alla riproduzione, alla rigenerazione e al calore.

Nutrirsi – e coltivare a tal fine – dei vegetali in relazione alle parti prese in considerazione significa curare non solo l’organismo umano ma il cosmo intero.

Ma vi è ancora una partizione all’interno del complesso sitema antroposofico: la quadripartizione legata agli elementi Terra, Aria, Acqua e Fuoco. Ciascuno di essi è in relazione con una parte della pianta secondo lo schema seguente:

   frutto
FRUTTO
CALORE
FUOCO
   fiore
FIORE 
LUCE
ARIA
   foglia
FOGLIA
ACQUA
ACQUA
   radice
RADICE
TERRA
TERRA

Questo schema si ripete continuamente, così come si ripete nello zodiaco celeste, ed è lo stesso schema che viene riproposto come rotazione in un campo agricolo. Ovvero: dove si è seminata una pianta da frutto si seminerà la volta successiva – in sucessione – una da fiore (officinale, per esempio), poi una da foglia (lattuga) ed infine una da radice (carota) per ricominciare il ciclo.

Altro aspetto affascinante dell’Agricoltura Biodinamica è l’uso di un calendario lunare e planetario per le semine e le cure agricole.
Sperimentazioni continue hanno permesso di verificare non solo l’influenza del movimento lunare ma anche quello dei pianeti in relazione con essa. Questo ha generato la quadripartizione sopra esposta legata al passaggio della luna negli elementi.

Di matrice steineriana è anche il concetto di luna ascendente e luna discendente, utilizzate in agricoltura biodinamica per sfruttare al meglio le energie espansive e contrattive dell’universo.
Il calendario delle semine  di Maria Thun è quello ufficiale adottato dai produttori biodinamici e viene pubblicato ogni anno da Antroposofica Editrice.

Con molta più modestia e folklore, Strie elabora il suo Agri_lunario e collabora con Nuovelune  nella stesura di un calendario lunare : per riceverli gratuitamente è sufficiente iscriversi .

preparati biodinamici  sono un’altra caratteristica originale di questa metodologia agricola: questi vengono prodotti a partire da sostanze naturali quali letame, corna bovine, quarzo, fiori di Tarassaco, Achillea, Camomilla, Valeriana, piante quali Ortica e parti di piante quali la corteccia di Quercia e sono stati studiati in relazione agli aspetti energetici delle piante prese in considerazione utili a contribuire alla salute della pianta e del suo ecositema.

Se volete nutrirvi con prodotti provenienti da agricoltura o allevamenti biodinamici dovete cercare il marchio DEMETER. 
Il marchio è presente in tutti i continenti e controlla e certifica l’intera gamma dei prodotti biodinamici provenienti da tutto il mondo.

Conclusione

I Prodotti biodinamici sono ottenuti, innanzitutto, nel pieno rispetto delle norme dell’Agricoltura biologica,  cioè controllati e certificati in base al Reg CE 2092/91. Inoltre devono essere coltivati rispettando i principi dell’agricoltura biodinamica derivanti dagli insegnamenti di Rudolf Steiner (1861-1902) e ormai consolidati in decenni di sperimentazione. In particolare l’azienda che pratica l’agricoltura biodinamica è considerata un organismo vivente, dove la produzione vegetale si integra con l’allevamento animale che fornisce il giusto concime per le coltivazioni. Tiene conto inoltre dei cicli astronomici e lunari nel calendario delle lavorazioni. Il terreno è trattato come un enorme laboratorio, “dinamizzato” con preparati a base di sostanze naturali e letame per incrementare la sua vitalità e le sue difese.

Il Bio:

 Parlare oggi di Agricoltura Bio significa parlare di leggi, certificazioni e normative.
Si perde quella poesia che Fukuoka aveva elargito all’arte della cura della Terra.

Da una parte, con la Permacultura e con l’Agricoltura Naturale, abbiamo un approccio filosofico e culturale che in qualche modo – pur mantenendo legami con la scienza ufficiale – sposta l’attenzione sulla relazione con l’elemento Natura: relazione fatta di reciprocità, scambi e non – violenza.

Dall’altro lato abbiamo degli approcci che – pur cercando di porsi in modo alternativo all’Agronomia ufficiale – hanno fondamenta e chiavi di lettura estremamente tecnico – scientifiche.
L’Agricoltura Biologica e l’Agricoltura Biodinamica, pur nelle differenze che le contraddistinguono, mantengono una concezione della relazione tra Natura e Uomo dove l’Uomo è l’elemento attivo: gestore, capace di modificare i frutti della Terra mediante il suo attento e preciso intervento.
Sono arti del “fare”, dell’azione, che di molto si allontanano dalla filosofia del Mu, del “nulla”, della non azione che proponeva Fukuoka.

Ciò non toglie che non siano validi approcci, tutt’altro: sicuramente, pur percorrendo strade diverse, la meta rimane sempre il rispetto della Terra visto come un valore vitale ed olistico.

Come si è sempre fatto:

Parlare di Biologico come di una nuova scienza è un inganno linguistico per chi – e sono in molti – ha memeoria corta.
Quando qualche vecchio contadino, chiacchierando, ci chiede “che cos’è questo biologico?” ascoltate le spiegazioni rimane sempre interdetto: “Ma è come si è sempre fatto!

Già, è come si è sempre fatto prima: prima della chimica, prima del petrolio e della meccanizzazione agricola.
E’ la tradizione sopravvissuta all’annichilimento che l’ultima rivoluzione industriale ha portato nel mondo agricolo. E’ l’arte del contadino, che non c’è più, sostituito dal più moderno e preparato Imprenditore Agricolo.

Così nasceva, negli anni Venti del secolo scorso, dalla riflessione sui possibili danni che l’avvento della chimica avrebbe potuto apportare alle colture.
Precursore di questa riflessione fu Rudolf Steiner  che gettò le fondamenta del metodo agricolo biodinamico.
Successivamente l’inglese Albert Howard elaborò il processo di compostazione Indore , col quale promosse la concimazione organica. Qualche anno dopo Hans Muller mise a punto, in Svizzera, l’agricoltura organico – biologica  dalla quale proseguirono le sucessive sperimentazioni e correnti.
Una spinta ideologica in Italia il Biologico l’ebbe verso la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta del Novecento, nel tentativo di recuperare stili di vita naturali. Fu proprio in quegli anni che nel nostro paese, grazie alle pionieristiche realtà agricole, l’Agricoltura Biologica ottenne una regolamentazione ufficiale.

 http://youtu.be/5Ga7-q7sxyk

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Bibiliografia, Incipit,  Fonti, Testi e Letture:
©2008 Testo e ricerca di Micaela Balìce per www.strie.it    Ultima revisione novembre 2009
ANDREINA DE TOMASSI, Ritorno alla natura, articolo pubblicato su Specchio del 21 aprile 2001.

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