Dal Presepe la rinascita di Calitri

Pubblicato: 30 dicembre 2011 in Cultura


E Calitri si riappropriò della sua calitranità, del suo senso di appartenenza, tutti insieme appassionatamente, per parafrasare il titolo di un celebre film.

Il 26 dicembre è una data oramai passata ma non è passato affatto il ricordo dell’evento che si è tenuto a Calitri proprio in quella data. Un evento che non è stato fine a se stesso, uno che non è stato neanche solo momento ludico, è stato l’evento che ha segnato un passaggio, una sorta di spartiacque, un giro di boa. È stato il tentativo, riuscito, di puntare e vincere sulle proprie capacità, su quelle di una intera collettività che ha ancora voglia di mettersi in gioco, di salvarsi dal nulla e dal niente che incombono.
Calitri ha puntato tutto quello che aveva sul 26, ha puntato l’ospitalità, la tradizione, la bellezza, la caratteristica, l’iniziativa e la fantasia. Calitri ha vinto dimostrando che ancora tutto è possibile.
Graziata anche dalle temperature climatiche che sono state clementi la giornata per e con i calitrani è stata scandita da diversi momenti topici per chi ha avuto il piacer di viverla. Una serie di iniziative che hanno visto unite quasi tutte le associazioni presenti sul territorio, ognuna con la propria caratteristica, ognuna con il suo modo di essere “cosa calitrana”. Le differenze che si sono unite, le particolarità che hanno creato un tutto. Fin dal mattino, infatti, sono partite le visite guidate organizzate dalla Marchingegno, visite nel centro storico alla scoperta e per qualcuno alla riscoperta delle antiche grotte che adesso sono sinonimo di tradizione, sapore e genuinità; grotte che ospitano riserve di salumi, di formaggi e che sono diventate in qualche caso raffinati ristornati. Grotte che attraggono non solo per i profumi ma per le storie che racchiudono, per il senso di riscatto che rappresentano. Una testimonianza viva di come ancora una volta la caparbietà degli aletrini abbia vinto contro chi in quelle grotte vedeva e sentiva solo odore di muffa. Dopo le visite guidate del mattino nel pomeriggio è stato il momento del Presepe Vivente del circoloAletrium che oramai da molti anni è una garanzia, un momento a cui i calitrani per primi non rinunciano, un segno identificativo nel percorso di riappropriazione del proprio territorio. Un momento di ricompattamento sociale dove sono i cittadini a fare l’evento.

presepe 2011

E’ l’evento per eccellenza per il semplice fatto che i cittadini sono parte attiva, anima pulsante e ragione d’essere della manifestazione. L’organizzazione affidata al circolo più longevo tra le associazioni calitrane, che pure sono numerose, e che in questi ultimi anni grazie anche ad una accorta gestione continua ad attirare nuove leve, giovani volenterosi di fare; il circolo, dicevamo, prepara il telaio per quello che è tra gli eventi maggiori di tutto quanto l’anno e che richiede settimane di preparazione. Un momento per riscoprirsi calitrani, per ricordare, raccontare, un momento per dire all’Irpinia e da qualche anno anche ai visitatori che arrivano da tutta la Campania e dalle vicine Puglia e Basilicata che Calitri ha da raccontare, ha da offrire, ma soprattutto che Calitri è.

Migliaia i visitatori che raggiungono i vicoli, li animano li riscoprono se ne innamorano.
Ogni anno un percorso diverso, ogni anno un angolo nuovo da scoprire per i forestieri e da riscoprire per gli stessi calitrani; da sempre nell’intento del circoloAletrium, la rivalutazione del territorio e la preservazione delle proprie radici oggi è fiore all’occhiello della comunità calitrana.
Dopo il Presepe, i Presepi, la mostra “Presepiando” organizzata dalla Proloco calitrana nella splendida cornice della chiesa dell’Immacolata Concezione, una mostra di alcune decine di presepi artistici provenienti da diverse località della Campania. E poi ancora vicoli e sapori con l’associazione “Lo Struscio” e la sua offerta di prodotti a km zero. A chiudere il percorso aletrino la sagra della Scarpegghia dolce tipico calitrano, povero e tenace come il popolo che rappresenta. Infine una serie di mostre di artisti locali, per far conoscere anche la vena artistica di questa comunità fatta di personalità diverse e frastagliate come il suo territorio, come le sue strade, come le sue case arrampicate e abbarbicate una sull’altra ma una diversa dall’altra. Da un capo all’altro del centro storico il 26 dicembre ha accolto i visitatori con un sorriso che invita a ritornarci in questo paese che è il paese che racconta con voci diverse la voglia di riscatto e di riappropriazione.

In questo momento storico difficile e impoverito non solo da un punto di vista economico l’evento “il Presepe, i Vicoli e la Scarpegghia” ha lanciato un messaggio forte che è arrivato all’animo di molti, un messaggio che dice che è il momento di ricompattarsi, di sentirsi parte di un tutto, di rispolverare le ricchezze che l’itera Irpinia possiede, di metterle in mostra e offrirle per farne fonte di sostentamento che non significa solo danaro che circola ma anche e forse soprattutto respiro per il pensiero e l’essere irpino. La voglia di fare che combatte il senso di abbandono che c’è stato negli ultimi anni, la riproposta e la coesione sono il narrare di un territorio che riprende a respirare e che riconosce la sua magnificenza fatta di natura, di volontà, di storia e di sapori e che sa di avere ancora un futuro su cui scommettere, ma soprattutto un futuro da offrire ai propri figli.
Testo di Luciana C.
Foto raccolte sul web...
commenti
  1. lucia scrive:

    Grazie a Dio e alla volontà dei giovani…Calitri è la rinascita….evviva!!!!!!

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