perché in italia

Pubblicato: 31 ottobre 2011 in Cultura, Notizie e politica, Salute e Benessere

Una bella domanda, si sa che noi Italiani siamo critici per natura, se ci sono i Mondiali di calcio, di colpo diventiamo tutti C.T. se si parla di politica, siamo tutti bravi a criticare sia da destra che da sinistra, ma quando poi si parla di passare ai fatti, quelli veri, concreti, eccoci il silenzio si abbatte, un oscurità che non ci fa ne paura e ne siamo ben felici di viverla.
L’ Italia e’ un grande Paese ma non ci sentiamo tale, ci sentiamo sempre succubi degli altri, crediamo che gli altri Paesi siano migliori del nostro senza pensare che noi siamo il paese più imitato e invidiato del mondo, ma non sappiamo apprezzare le bellezze e le professionalita’ che abbiamo sul nostro territorio.
Io credo che sia ora di fare il vittimismo a vita, di recente ho letto che ogni anno circa 60000 mila giovani Italian vanno all’estero per lavoro, diciamoci la verità spesso, quasi sempre, i nostri connazionali giovani vanno all’estero e accettano qualsiasi tipo di lavoro dal Lavapiatti a scaricatore di porto, dati reali, io che per lavoro e per scelta vivo all’estero queste realtà le riscontro ogni giorno, c’e’ che dice lo fa per mantenersi gli studi, c’e’ chi lo fa per pagarsi le vacanze, in caso si accetta qualsiasi cosa, anche a raccogliere la frutta in Australia per pochi dollari al giorni, un po quello che fanno gli extra-comunitari lo facciamo noi all’estero, ma in Italia ci si vergogna, perché?
L’Italia prima della guerra (II guerra Mondiale) e anche fino al dopo guerra era basato sulla pastorizia e agricoltura, dal 1937 al ’60 la produzione agricola Italiana era si calata per problemi della guerra ma pur sempre la prima risorsa economica, oggi abbiamo un produzione irrisoria al punto che siamo costretti a comprare dall’estero, mentre guardiamo distese di terreni che furono il nostro motore e la nostra ricchezza abbandonati, e milioni di giovani Italiano che s lamentano di non avere un posto di lavoro, assurdo ma vero.
Io credo che per rilanciare l’Italia e l’economia bisogno ritornare alla Terra, alle origini, si sa che l’agricoltura e la pastorizia non ti abbandona mai, a parte ciò oltre a ripristinare i terreni agricoli demaniali e privati si da la possibilità ai tanti giovani di lavorare, l’economia si mette in moto e allora si possiamo parlare di produzione Italiana il famoso ‘Made In Italy” che non esiste, poiché il 20-30% della produzione non e’ Italiana e non solo in campo agro-alimentare.
Le scuole alberghiere, e quelle agraria hanno l’obbligo di immettere i ragazzi nel mondo del lavoro, con iniziative tipo adotta un terreno con un podere, dove poter creare una sorta di agri turismo gestito dai ragazzi, oltre a fare pratica possono generare finanza da poter usufruire per ampliare le attrezzature di cucina e fare dei corsi di aggiornamento.
Noi come cuochi Italiani nel mondo cosa possiamo fare, semplicemente organizzare degli angoli Italians, nei piccoli shop all’interno dei locali dove lavoriamo, comprando direttamente da quelle aziende/cooperative gestite dai giovani, solo così possiamo garantire il 100% Made in Italy e la qualità del prodotto ai nostri commensali.
Tutto questo ha un costo, e’ evidente, ma in economia se non si rischia, se non s’investe non possiamo sapere quello che succede, e poi investire nell’agricoltura e come avere il pezzo di pane assicurato ogni giorno.
La mia e’ un proposta che sottoporrò ai vari ministeri competenti nei prossimi giorni insieme al gruppo “Italians Worldwide Network” voglio sperare che a questa iniziativa possono collaborare quanti più persone possibili, cuochi e tutta la categoria alberghiera e’ chiamata ad fare un esame di coscienza, e’ ora di smetterla di chiedere adesso dobbiamo essere noi a dimostrare cosa possiamo dare al nostro Paese.
Io credo che sia fattibile, le risorse economiche ci sono, basta chiudere qualche ente, basta chiedere a qualche imprenditore serio come Diego della Valle, che grazie al su intervento, il Colosseo sarà ristrutturar, ecco l’Italia ha bisogno di persone come lui per rilanciarsi e per guardare al futuro, chiudiamo le frontiere doganali alle merci provenienti dalla Cina, come del resto fanno con i nostri Prodotti in molti Paesi del mondo, ma chi siamo noi sempre i soliti fessi?
C’e’ la possiamo fare c’e’ la dobbiamo fare, basta crederci!

di Emanuele Esposito (General Manager), in “E’ arrivato il momento di chiedersi cosa possiamo fare noi per il nostro paese”, il 29 AGO…

E’ arrivato il momento di chiedersi cosa possiamo fare noi per il nostro paese” (J.F. Kennedy)

Font: http://chefitalianinelmondo.wordpress.com/2011/08/29/e-arrivato-il-momento-di-chiedersi-cosa-possiamo-fare-noi-per-il-nostro-paese%E2%80%9D/

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