“La grazia sufficiente” (Campanotto, 2010) di Giancarlo Micheli

Pubblicato: 4 agosto 2010 in Cultura, Hobby, Intrattenimento, Senza categoria, Viaggi

Citazione

Gentile visitatore, 
vi invito a osservare con meritata attenzione il video dal  romanzo “La grazia sufficiente” e alcuni estratti dalle recensioni ricevute;
Il valore della prosa del Micheli risiede esattamente nella capacità, dispiegata in ogni frase e in ogni periodo, di portare alla luce nuove realtà, dapprima linguistiche ma che si trasformano, poi, in nuove realtà prettamente percettive. Alla conclusione della lettura di un romanzo di Micheli traiamo una percezione dell’esistente estremamente più ricca di quanto ci era compagna prima.
Stefano BusellatoLa potenza evocativa di un linguaggio colto ed essenziale, dà luogo ad ambientazioni e personaggi dai cromatismi puri al limite del sovrasensibile, che affiorano da una dimensione spazio-temporale immaginifica, realizzandosi sul piano visivo come delle vere e proprie sequenze cinematografiche, delle cui tecniche il Micheli mostra di essere profondo conoscitore.
Roberta RaggioliRomanzo tenace e appassionato, La grazia sufficiente coniuga erudizione (di cui sono testimonianza le numerose note a fine di ogni capitolo) e poesia, grazie al suo linguaggio distillato e ben forbito che cerca di supplire alle difficoltà della teologia indimostrabile con la ben più robusta forza espressiva di una liricità intensa e asciutta, fatta di immagini e di riverberi, di rattenuta commozione e di espansione descrittiva non priva di un sapore arcaicizzante e delibato.
Giuseppe Panella

Tra i passi migliori del romanzo è senz’altro la descrizione della vita familiare di Baruch in Giappone. Egli si innamorerà, infatti, di una giovane prostituta e avrà un figlio da lei; riuscirà, inoltre, a riconquistare e difendere la sua relazione sentimentale anche quando varie disavventure lo costringeranno ad un periodo di prigionia sull’isola di Deshima, nella baia di Nagasaki, dove gli shogun avevano confinato l’esiguo gruppo di mercanti occidentali risparmiati dal decreto generale di espulsione del 1628. Questo episodio è narrato con toccante lirismo.
Marinella Lazzarini

L’incontro e la eventuale compenetrazione di due culture così diverse — quella europea e quella orientale — non è mai stata facile impresa per le implicazioni e il pensiero dei rispettivi soggetti. Nel romanzo di Micheli si scopre tuttavia, più che un’adesione formale, una comprensione, tanto da dar vita a un’opera affascinante, che si traduce in vicende per taluni versi singolari.
Luciano Nanni

Una scrittura esigente — che richiede il massimo impegno da parte del lettore per coglierne ogni sfumatura — ed erudita allo stesso tempo, come quando ci ritroviamo a familiarizzare con eventi accaduti secoli prima, con personaggi storici, con correnti filosofiche e con elementi della mitologia scintoista sui quali ci vengono in aiuto le abbondanti note che concludono ogni capitolo. È in questo che risiede il valore di questo testo, nella capacità di riportare alla luce molteplici aspetti della realtà, sia a livello stilistico che contenutistico.
[di Marilena Genovese]

 

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